Spiegazione
Cos'è un'ondata di calore, e perché non basta un giorno caldo
Non è la temperatura di una giornata: è quanti giorni consecutivi, con che notti, e rispetto a cosa è normale in quel posto.
Conta la durata, non il picco
Una singola giornata a trentotto gradi è fastidiosa ma passa. Si parla di ondata di calore quando il caldo anomalo resta per più giorni di fila, in genere almeno tre, senza pause. È la persistenza che fa il danno, perché case, città e persone non hanno il tempo di raffreddarsi tra un giorno e l'altro. Al terzo o quarto giorno il calore accumulato nei muri diventa esso stesso parte del problema.
La soglia è locale, non universale
Non esiste un numero valido per tutta Italia. Trentaquattro gradi a Palermo sono una giornata d'agosto qualsiasi; gli stessi trentaquattro a Bolzano o a Trieste sono un'anomalia, perché case, abitudini e corpi sono tarati su altro. Per questo un'ondata di calore si definisce sempre rispetto a quanto è normale in quel posto in quel periodo, non rispetto a una soglia unica. Un caldo forte a giugno pesa più dello stesso caldo a metà agosto, quando ci si è già adattati.
Il fattore che decide è la notte
Se la notte scende a diciotto gradi, la giornata dopo si affronta. Se non scende sotto i venticinque, il debito si accumula. Nelle grandi città il cemento restituisce di notte il calore preso di giorno, e la differenza con la campagna attorno può arrivare a diversi gradi. È per questo che, dentro la stessa provincia, il centro e la periferia possono vivere due ondate di calore diverse.
Chi decide che c'è un'allerta
Le indicazioni sanitarie sulle ondate di calore, con i loro livelli e i consigli per le persone fragili, le pubblicano il Ministero della Salute e le autorità locali attraverso i loro sistemi di allarme. Noi non emettiamo nulla di tutto ciò: diamo il dato meteo, la percepita e la minima notturna, e diciamo chiaramente quando è il caso di guardare i canali ufficiali. Le due cose servono insieme, ma non sono la stessa cosa.
È una spiegazione, non un bollettino: serve a capire cosa succede nel cielo e cosa i nostri strumenti riescono davvero a misurare. Per sapere cosa farà il tempo dove sei, la pagina del tuo comune resta la lettura utile; per le allerte valgono solo Protezione Civile e autorità locali.